Edizione 1989-1990

Bando del Premio

La commissione, composta da Ada Fonzi Fosco (presidente), Giorgio Cusatelli, Roberto Denti, Antonio Faeti, Laura Daria Giorgetti, Mauro Laeng, Guido Petter, Carla Poesio, non assegna il primo premio; il secondo premio viene assegnato ex aequo a L'albero degli scarabei di Giuseppe Bufalari e a Aznif e la strega maldestra di Andrea Molesini.

 

MOTIVAZIONI

L'albero degli scarabei di Giuseppe Bufalari

L'autore definisce “variazione a un tema di Ajtmatov” questo racconto aperto, dalla singolare carica poetica, dove la personificazione degli elementi animati e inanimati fa affiorare valori primari dell'esistenza. In una scrittura semplice, che obbedisce all'essenzialità della vicenda, L'albero degli scarabei narra alcuni giorni della vita di Enrico, un bambino di 9 anni figlio di un pescatore di corallo a Porto Ercole, sul promontorio Argentario in Toscana. È la storia della ricerca di Enrico tra le molte contraddizioni dei grandi, in un momento particolarmente difficile della sua esistenza. Le vicende familiari, il rapporto coi suoi, col vecchio arabo Centanni, col mare, coi delfini; brevi, intensi, momenti di amicizia con dei coetanei stranieri di passaggio su barche, coi quali riesce sempre a intendersi, a giocare. Nella dolce solarità mediterranea corre nel racconto la bellezza e la forza del mito, i suoi antichi e moderni valori, la gioia, la partecipazione alla vita. Un'accurata comparazione con le altre opere finaliste e l'esame dei giudizi della commissione dei lettori ragazzi ha portato alla decisione di assegnare a L'albero degli scarabei un secondo premio ex aequo con Aznif e la strega maldestra.

Aznif e la strega maldestra di Andrea Molesini

Aznif e la strega maldestra di Andrea Molesini, illustrazioni di Federico Maggioni, edito da Mondadori nel 1991

Il racconto fa ricorso ad ingredienti della fiaba classica su uno sfondo tradizionale ed ha come schema narrativo un triangolo altrettanto classico, tra un principe e due fanciulle. La trama è elementare e forse un po' scontata, ma il racconto è condotto con fluidità e levità e con tratti di humor; l'idea buffa che rinnova lo schema è offerta dalla “strega maldestra” che sta imparando a fare incantesimi, ma non sempre vi riesce, con le conseguenze che ne derivano. I personaggi sono abbastanza ben caratterizzati e funzionali alla narrazione. Il racconto ha il potere di evocare le immagini giuste, come se suggerisse opportune illustrazioni, o la messa in scena in un teatrino di fiaba. Situazioni e vicende sono adatte all'età dei destinatari. Il lavoro si segnala pertanto per le sue qualità contenutistiche e formali come meritevole di un secondo premio ex aequo con L'albero degli scarabei.